Samuela Conti
La Pupazza tra genio e follia.
La prima volta che ho visto gli occhi disegnati sui muri del Salento è stato anni fa e l’unica parola che posso usare per descrivere quel momento è: ipnosi. È un occhio nero e profondo che ti guarda senza scampo e senza remore. Le ciglia sono lunghe e lo sguardo è intenso. È un occhio che guarda e osserva dolcemente tutti i colori della vita, che ride e piange allo stesso tempo, ti guarda e sembra che ti parli. Mi sono subito chiesta chi fosse l’autore e ho avuto la mia risposta mesi dopo quando ho incontrato e conosciuto la Pupazza nella Galleria Maccagnani di Lecce.
Guardandomi intorno sono stata assalita da un’esplosione di colori, tanti quadri originali e pieni di occhi vivi, talmente vivi da sembrarmi anche sonori. È stato in quel momento che ho capito che la Pupazza, la famosa ragazza degli occhi, è un prodigio della natura, uno di quei casi dove la parola artista non basta.
Mi è venuta incontro raggiante e fresca, una ragazza con gli occhi sorridenti anche quando sta seria e appiccicandomi un occhio adesivo in fronte ha esordito: “Benvenuta nella mia Bolla!”
La Bolla è il suo mondo, culla e prigione nella quale vive chiusa e rinchiusa ma sempre aperta alle correnti esterne del mondo che la circonda. Ho capito subito che si trattava di un mondo ovattato e pieno d’amore dove non esiste il male e non c’è tempo per pensare alle banali mediocrità semplicemente perché nella sua Bolla non esiste neanche il tempo cronologico né uno spazio. Qui il sole e la luna si incontrano nello stesso cielo, il mare e il cielo sono capovolti, la tour Eiffel si trova affianco al Colosseo e i vulcani eruttano lava e occhi. Nel suo mondo tutto è possibile. Pianeti, stelle cadenti, cascate, meteoriti sono vivi e dinamici, frutto di un’anima sensibile e pura, genuina e bambina che trasuda voglia di vivere e alla continua ricerca di piaceri più veri. La Bolla è velocità, lei ama la velocità, corre veloce verso mete a noi sconosciute. Per la Pupazza è la sede di tutti i suoi pensieri, dai più felici dell’infanzia a quelli meno piacevoli dell’età adulta.
Un talento virtuoso capace di trasformare in arte qualsiasi cosa tocchi e le capiti sotto mano in pochi minuti sia con il pennello che con la bomboletta spray, sfatando il mito che non c’è più niente da inventare, è la Pupazza la prova vivente del genio e della follia. Così giovane è già così avanti, brillante di luce propria, creatrice di mondi alternativi, amata dai giovanissimi, merita sicuramente un posto nell’arte moderna contemporanea.
Chi ama la Pupazza ama la vita!
Samuela Conti



